Gambe ad elefante
Casi umani Giugno 15th, 2008Premessa: eccezion fatta per il bambino col pene nella schiena, mi pare che ultimamente il blog stia perdendo uno dei suoi capisaldi, ovvero il fricche-sciò. Ragion per cui, affinchè non vi venga nemmeno in mente la possibilità che io mi stia vendendo, questo post (come potete notare dalla foto) sarà orientato al cattivo gusto.

Wang Cheng, 24 anni, sarà operata domani (lunedì 16 giugno) a Taiwan, dopo ben 18 anni vissuti con una grave forma di elefantiasi alle gambe, che nel tempo le ha impedito di camminare o portare pantaloni come una persona normale. Oggi le sue gambe pesano 50 chili.
Fortunatamente si è offerto per un’ operazione gratuita (e che lei non si sarebbe altrimenti potuta permettere) il dottore taiwanese Hsu Wen-hsien, molto probabilmente impietosito non solo dalla malattia, ma anche dalle condizioni della famiglia della ragazza: il padre infatti è disabile in seguito ad un incidente, mentre la madre è disoccupata. Il dottore stesso ammette che, sebbene questo sia il suo quarantesimo intervento per elefantiasi (di cui 37 conclusi con successo), un caso simile non si era mai presentato. Ciò nonostante, è fiducioso sull’ esito dell’ operazione, e conta di far riduree immediatamente del 35% la massa delle gambe, per poi arrivare al 50 in seguito alla riabilitazione.









Giugno 15th, 2008 at 2:10 pm
Cavolo, sai che vitaccia con queste gambe…
Giugno 15th, 2008 at 2:52 pm
Ma possibile che tutte queste cose strane succedono solo ai cinesi o agli indiani?
Giugno 15th, 2008 at 2:56 pm
Povera
Giugno 15th, 2008 at 2:58 pm
io ho un amico con tutta la parte sinistra del corpo così, anzi anche peggio,però cammina tranquillamente e tutto sommato fa una vita normale…. è una bravissima persona ed è pieno di amici
Giugno 15th, 2008 at 3:29 pm
omg porella…
cmq preferisco i vecchi articoli sulla marja oppure sul sesso XD
Giugno 16th, 2008 at 3:09 pm
speriamo ke il dottore riuscirà a togliere magari il 50%
Giugno 16th, 2008 at 5:34 pm
Firex, succedono anche da noi, solo che alla civiltà occidentale non piace sapere che ci sono malattie così (il cotolengo non è un luogo di fantasia, seppur non più conosciuto).