La dipendenza da chirurgia plastica
Chirurgia plastica gennaio 31st, 2009
Hang Mioku è una coreana di 48 anni la cui vita è stata rovinata (oltre che dalle sue stesse mani) dalla chirurgia plastica.
Il vortice che, sfacelo dopo sfacelo, ti risucchia nel plasticume fino a farti diventare una caccola di gomma miete sempre più vittime col passare del tempo.
E quello di Hang Mioku ne è uno dei casi più estremi.
Sottoposta 20 anni fa al primo intervento facciale, non è più riuscita a smettere di farsi rivoltare il viso: ogni intervento volto a migliorare quello precedente, sempre più botulino, peggiorando puntualmente di volta in volta. Si era addirittura trasferita in Giappone per abitare accanto alla clinica alla quale si recava dopo ogni intervento per richiederne un altro.

Ed è proprio in quella clinica che qualche anno fa, dinanzi ad un volto ormai irrimediabilmente sfigurato nonchè di enormi dimensioni, i medici stessi le hanno ordinato di smetterla.
Ritrasferitasi in Korea però, si è affidata alle mani di uno pseudo-chirurgo il quale l’ha sfruttata per mesi vendendole periodicamente delle dosi di silicone da auto-iniettarsi in volto, comodamente a casa sua.
Ma l’ossessione non conosce fine e la donna, durante un attacco di isteria per aver finito il suo silicone pret-a-porter, si è iniettata in tutto il volto una quantità di olio da frittura (la prima cosa che le è capitata tra le mani) tale da renderla definitivamente un abominio senza più la minima sembianza umana.

In questi giorni ha flanciato un appello disperato alla televisione koreana e in molti lo hanno raccolto offrendole un contributo economico. Chissà che non intenda sfruttarlo per un’operazione riparatoria.








dicembre 10th, 2009 at 11:08 pm
Stupida..era una bella ragazza..si è rovinata da sola
febbraio 4th, 2010 at 3:50 pm
Era molto carina, non aveva bisogno di nessun intervento.
Nessun medico prima di operarla ha pensato che potesse avere un disagio psicologico, peccato.