donna della giungla

Rochom P’ngieng è una ragazza cambogiana che nel 2007 suscitò scalpore in tutto il mondo, venendo ritrovata nella giungla dopo 18 anni di lontananza da casa, quando ormai tutti la credevano morta.
Incredibilmente, ella aveva perso ogni traccia di civiltà trasformandosi in un animale a tutti gli effetti: venne catturata da un boscaiolo nel mezzo della foresta; era nuda, sporca, ricurva su sè stessa e del tutto incapace di comunicare a voce, se non per qualche inquietante e scimmiesco grido.

Scomparsa da casa all’età di otto anni, un giorno in cui si era allontanata per portare al pascolo un bisonte, ha fatto ritorno a casa (non di sua sponte, ma riconosciuta dalla sorella che era venuta a conoscenza del ritrovamento) a 26 anni.

la donna della giungla

Ma ecco che, se la vicenda poteva sembrare affascinante, a questo punto si trasforma in un vero e proprio film.
Oggi, dopo ben due anni di convivenza con lei, i genitori raccontano di aver perso le speranze: la “donna della giungla” (così l’avevano soprannominata i giornali di tutto il mondo) non ne vuol sapere di ambientarsi tra i suoi simili.
Si rifiuta di mangiare ciò che le viene servito, tenta quasi tutte le notti fuggire di casa per poter tornare allo stato brado e, soprattutto, non ha mostrato alcun progresso comunicativo in tutto questo tempo. Vani sono stati anche i tentativi di farla ricoverare in ospedale per le visite mediche.

Ma questo non è un romanzo di Kipling, e non le verrà permesso di tornarsene nella giungla; i parenti stanno contemplando la possibilità di un istituto di carità che possa prendersene cura.

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