Verginità Vendesi

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Natalie Dylian

In America è un caso nazionale. La ragazza in foto si chiama Natalie Dylan (in realtà è uno pseudonimo), ha 22 anni e ha spiazzato mezzo mondo decidendo di mettere all’asta la propria verginità per potersi mantenere, col ricavato, gli studi universitari.L’asta si svolgerà tra breve in un bordello del Nevada (il Bunny Ranch di Carson City, dove lavorano la bellezza di 500 prostitute e dove il vincitore potrà nei giorni a seguire “ritirare il premio”), con connessione al suo sito internet, dal quale pure potranno essere effettuate le offerte. Prezzo di partenza: 250 mila dollari.
Il motivo di questa drastica decisione è dovuto ad un imbroglio che la ragazza ha subito per mano del patrigno, il quale si è fatto prestare da lei l’intero ammontare del suo fondo universitario per poi fuggire coi soldi.

Natalie Dylian verginità

Natalie Dylan ha già reso pubblici i test ginecologici che confermano il suo stato verginale, dichiarando anche di sottoporsi a breve ad altri esami medici approfonditi per confermarlo. Ma, stando a quanto dice, non basterà aggiudicarsi l’asta per ottenere una notte con lei: il vincitore dovrà anche essere intelligente e, soprattutto, una brava persona. Natalie rende noto di volerlo conoscere prima di passarvi la notte.

Non solo: nonostante la cifra di partenza già esorbitante, pare che l’asta sia destinata a superare il milione di dollari.

Natalie Dylian verginità

“Quando ero giovane, desideravo qualcosa di completamente romantico, e avrei volentieri aspettato anche il matrimonio. Ma crescendo ho capito che questa è una società capitalista, e io voglio capitalizzare riguardo la mia verginità”.

[via NineMsn]

Il McImbecille

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don gorske

Don Gorske è un 54enne americano che ormai da 36 anni convive con uno dei più assurdi disturbi ossessivo-compulsivi che la storia medica registri: lo sciroccato dal 17 maggio 1972 mangia due Big Mac al giorno, tutti i giorni, per un totale raccapricciante di più di 23000 panini (La data è precisa perchè, a quanto pare, il primo Big Mac non si scorda mai.).

don gorskyMa la notizia non è questa: è il fatto che sia ancora vivo, a suscitare stupore. E inoltre, come se questo non bastasse e nonostante ogni aspettativa, questa fogna pesa 84 chili.
“Non ho la benchè minima intenzione di smettere” dice ai giornalisti che lo intervistano increduli. Racconta di aver accostato ad ogni panino anche una porzione di patatine fritte fino al 1990, anno in cui si rese conto che le due cose assieme lo avrebbero condotto ben presto a morte certa. Da allora se ne concede appena una porzione al mese.

Il suo grande rammarico sono gli 8 giorni in cui, per cause non derivanti dalla sua volontà, non ha potuto ingurgitare il quotidiano Big Mac: uno di questi fu, nel 1988, il giorno della morte di sua madre, per rispettare l’esplicita richiesta che lei gli fece. Un altro paio di volte per motivi di lavoro, una invece a causa di una tempesta di neve nel 1982, per cui nessun McDonalds nei pressi di casa sua potè aprire. Ma l’esperienza insegna, e dal quel giorno Don Gorske ne tiene sempre almeno un paio in freezer.

Sotto, il servizio che gli ha dedicato (onore!) l’Associated Press.

Che dite, è più scemo Don Gorske o l’ Uomo-Mars?

Booby Beer Cover

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boob beer cover

Ovvero, la Tetta-copri-lattina.

Ed è un’americanata che sa tanto di giapponesata: una monotetta da applicare alla lattina per godersi al meglio la propria birra. Perchè, in fin dei conti, l’uomo è porco ma anche bambino, e pocciare birra da una mammella è il connubio perfetto tra le due cose.

Godetevi il bel video esemplificativo (in verità piuttosto imbarazzante) su come usare al meglio la Booby Beer Cover.

Costo: appena 4 dollari e 95.

101 giorni di sesso

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doug e annie

E ci hanno pure scritto un libro…
Doug e Annie Brown sono marito e moglie del Colorado che, armati di iniziativa ma ancorpiù di tanta passione, hanno raggiunto il traguardo delle 101 giornate consecutive di sesso.
I due, sposati e con due figlie, erano soliti prima di allora fare sesso una volta a settimana (quasi sempre il sabato sera prima di addormentarsi), e quello delle 100 giornate poteva sembrare un traguardo lontano anni luce.

record sesso

Tutto nasceva per gioco: Doug raccontava alla moglie di un gruppo di persone che si vantavano di aver resistito ben 100 giorni senza fare sesso, quando Annie gli propose di fare l’esatto opposto. Così ne parlarono a lungo quella notte, e la mattina dopo decisero di passare ai fatti.

Gli strumenti: lingerie, sex toys e pillole del giorno dopo (lei), qualche pillola di Viagra (lui), ma anche un po’ di lubrificazione e tanti film porno insieme.

Le regole: il sesso orale è permesso, ma ai fini del conteggio da solo non può bastare. Per il resto sesso ogni giorno, nella salute e nella malattia (lui ha dovuto resistere a forti mal di testa e vertigini), nella buona e nella cattiva sorte (hanno litigato due volte durante il periodo della maratona).

Non solo: il tutto doveva svolgersi nell’assoluto rispetto per il sesso, ovvero nella maniera più naturale possibile, senza la forzatura di dover battere un record. Ed è così che, partiti il primo gennaio 2006 e giunti trionfanti al 100esimo giorno consecutivo, hanno pure deciso di concedersene un 101esimo. Il tutto nella camera da letto, ribattezzata per l’occasione la tana del sesso.

just do it“Il segreto del successo - racconta Doug - è stato nel farlo per noi, per la coppia. Non soltanto per sfida. E i benefici sono stati tantissimi, anche se il nostro matrimonio era sempre andato a gonfie vele prima di allora. E’ stato un po’ come ricominciare a frequentarsi”. Annie invece consiglia: “Fate del sesso una priorità, spegnete la televisione e smettetela di usare il computer portatile anche a letto. E se ce ne fosse il bisogno, ingaggiate una badante”.
Just Do It (foto) è il titolo del libro dove per filo e per segno raccontano (e soprattutto consigliano) la loro esperienza a tutte le coppie, che siano gay, etero, con o senza figli.

E il messaggio, insomma, è piuttosto elementare: TRO**ATE.

Lecca-Lecca gusto Lenin

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leninpop

I Leninpop, ovvero le teste di Lenin tutte da chupare.
Se quarant’ anni fa la guerra fredda si combatteva a suon di servizi segreti, pare che oggi le sorti politiche del mondo vengano giocate a suon di dolciumi, e l’ americana casa dolciaria McPhee attacca con i nuovi lecca-lecca col volto del grande rivoluzionario.

Insomma, l’ ultima frontiera dell’ anti-bolscevismo sa di coca-cola.

Il povero Lenin scommetto che si rivolterebbe nella tomba… se ce l’ avesse una tomba.