Il peggio del peggio della chirurgia plastica

Chirurgia plastica 8 Commenti »

La chirurgia plastica non è una cosa negativa, anzi talvolta può aiutare le persone a stare meglio con se’ stesse.
La chirurgia plastica fatta male è una cosa molto, molto negativa.

 

amanda-lepore.jpg
Amanda Lepore

jackie-stallone.jpg

Jackie Stallone

jocelyn-wildenstein.jpg
Jocelyn Wildenstein

michaela-romanini.jpg
Michela Romanini

pete-burns.jpg
Pete Burns (è un uomo)

melanie-griffith.jpg
Melanie Griffith

michael-jackson.jpg
Michael Jackson

heidi-fleiss.jpg
Heidi Fleiss

E ora viene il bello. Votate il/la più inguardabile, e vediamo chi vince.

Mostra i risultati

P.s. Da oggi il blog si forgia della categoria Chirurgia Plastica

Jocelyn Wildenstein - La donna più brutta del mondo

Chirurgia plastica, Indecenze, Record 60 Commenti »

jocelyn-wildenstein.jpg

Sapete qual è il bello di tutto questo? Che questa donna (se di donna si può parlare) ha speso quasi 4 milioni di euro in chirurgia plastica per diventare oggi il mostro sfigurato che potete ammirare nella foto.
Nel 2004 è stata nominata la celebrità più brutta del mondo. E, direte voi, perchè questa nefandezza è annoverata tra coloro che possono forgiarsi del titolo di celebrità? Per il motivo più semplice del mondo: da quanto è brutta è divenuta famosa, sfido io a non la notare. Ma la signora Wildenstein non è altro che una ereditiera, e per di più mantenuta dai ricchi mariti che ha saputo scegliersi con premura.
Se non ve lo siete già chiesto, vi pongo io la domanda: ma chi è in grado di intraprendere una relazione con questo ammasso di silicone? (lo so, divento cattivo, ma non riesco a celare il disprezzo che ho per la gente che ha tutto dalla vita e fa comunque di tutto per rovinarsela).
Il suo ultimo compagno si chiama Lloyd Klein, ed è un ricco e noto fashion designer.

…ma comme se fa…

L’ uomo-gatto

Chirurgia plastica, Rincoglioniti, X-Men 63 Commenti »

  • Nome: Catman (all’ anagrafe)
  • Vecchio Nome: Dennis Abner
  • Segni particolari: Fate vobis…

A 23 anni Dennis Abner ebbe un sogno rivelatore: un sogno in cui un capo indiano gli diceva di seguire la via della tigre. Piuttosto che rendersi conto di aver mangiato pesante, da quel giorno intraprese quella via, fino a diventare un vero uomo-gatto. Tatuaggio dopo tatuaggio, operazione dopo operazione, Dennis in 25 anni ha speso circa 150.000 dollari per poter essere quello che oggi è. Un pirla.
Non solo, ha dovuto anche passare qualcosa come più di 2.000 ore sotto i ferri per farsi tatuare quasi tutta la superficie corporea, impiantare silicone e baffi, rifare la dentatura. In più indossa lenti a contatto colorate ad effetto occhi-di-gatto.


Il suo caso è riconosciuto e studiato a livello psichiatrico come disordine dismorfico del corpo, che altera la percezione dell’ apparenza esteriore fino all’ ossessione.

Impianto al sedere

Chirurgia plastica, Video Disgustosi 5 Commenti »

5.500 dollari. Tanto ha pagato sei mesi fa April Stokely, una donnna californiana per un’ operazione chirurgica al sedere. Per averlo più grande, più sodo.
Il risultato ottenuto però è ora un fondoschiena che pare avere vita propria (vedere il video per rendersene conto), che le impedisce di sedersi in una sedia o in macchina per via del dolore, o che anche le impedisce di indossare i jeans, da quanto appare ridicolo un sedere che si muove da solo.

Segno che è meglio evitare la chirurgia plastica? No, ma faccia riflettere su quanto c’è da sapere prima di mettersi nelle mani di un perfetto sconosciuto. Dottore, si, ma sconosciuto.

Cindy Jackson

Chirurgia plastica, Record 11 Commenti »

La pioniera dell’ anti-invecchiamento.
Cindy Jackson, nata nel 1955 in Ohio (si, ha 52 anni). Dal 1988 ha speso più di 100.000 dollari in interventi di chirurgia estetica, solo per apparire più (si può dire?) figa.
Non solo, ne ha ricavato un personaggio e, di conseguenza, un businness: due best-sellers (Living Doll e Cosmetic Surgery Secrets) e una linea di prodotti per la pelle, lanciata a gennaio. Nel tempo libero, canta in una rock band, The Dollz.

Tutti quei soldi (tralasciando considerazioni del tipo “schiaffo alla miseria”…) sono stati spesi per: Un lifting facciale completo, tre mini-lifting facciali, tre interventi alle palpebre, un lift al labbro superiore, un impianto a quello inferiore, liposuzione a ginocchia, coscie, addome, vita, mascella. Due operazioni al naso, aumento del seno, rimozione impianto al seno, due impianti guanciali, riduzione del mento, trapianto di capelli per coprire le varie cicatrici. Due dermabrasioni parziali, due rimozioni chimiche (TCA e acne), due rifacimenti laser (parziale e completo), rimozione delle vene facciali, rimozione nei, revisione cicatrici, make-up permanente e semipermanente a sopracciglia e labbra, innumerevoli iniezioni (collagene, perlane, trasferimento grassi, restylane, hylaform), rifacimento struttura dentale e imbiancamento laser dentale.

Questo per dimostrare che la chirurgia estetica è uno strumento che va saputo usare, per non incappare nel rischio di trasformarsi in una bambola gonfiabile.

E non c’è che dire, è veramente una bellissima donna.

Ma ne vale la pena?

Orlan e l’ arte della chirurgia plastica

Artisti, Chirurgia plastica 10 Commenti »

orlan

La sottospecie di Crudelia Demòn si chiama Orlan, è nata nel 1947 a Saint-Etienne in Francia e le piace pensare di aver fatto di se’ stessa un’ opera d’ arte. Questione di punti di vista.
Dal 1978 (anno in cui deve aver smarrito la via del buon senso) la donna ha iniziato a sottoporsi a centinaia di operazioni chirugiche per poter scolpire il proprio corpo e poterne ricavare, di volta in volta, nuove opere d’ arte. Qualcuno la informi sul ritocco fotografico digitale.
Cucitura dopo cucitura la donna vuole credere di poter rinascere a nuova creatura, “La reincarnazione di Saint Orlan” (machicazzè), modellata sulle dee Diana, Venere, Europa, Psiche e anche Monna Lisa.
Grazie a questa roba, che quellichevvedonoartenellammerda chiamano post-organica o post-umana, Orlan si è guadagnata notorietà e fama internazionali, insegnando anche nella “Scuola nazionale delle belle arti di Digione”.
Ora, io non ce l’ ho mai avuta coi francesi, ma quando vengo a sapere che il ministero francese per la cultura sovvenziona le sue opere (i suoi interventi) mi viene veramente da ridere.
Come disse quello che si schiacciava le palle col martello, tutti i gusti son gusti.