La morte fai da te
Decessi 3 Commenti »Per ovvie ragioni nessun genere di arma può entrare in possesso dei detenuti di un carcere. Ciò non implica però che spesso e volentieri per sopravvivere in un ambiente del genere bisogna esserne equipaggiati. E’ tristemente così che spesso i prigionieri ricorrono al fai da te per regolare i loro conti. Ecco le più letali tra la armi fatte con quello che capita.
- Righello da falegnameria affilato.
- Scheggia di plexiglas, avvolta da nastro isolante.
- Pettine con tre lame da barba tra i suoi denti, tenute strette con laccio da scarpa.
- Leva per le vecchie macchine da scrivere, che serviva a tornare a capo (il moderno tasto “Enter” del pc, per capirsi).
- Ricostruzione del pugno di ferro con guanti da lavoro inseriti dentro guanti da giardiniere. Tra i due sono interposti in cima alle dita quattro chiodi da rivestimento a tre punte.
- Lame da barba inserite in un corpo di legno e tenute salde da nastro rubylith. Manico avvolto con scotch-carta.
- Cucchiaio in acciaio inossidabile, con impugnatura avvolta da filo da cucina.













Per autocombustione umana si intende il fenomeno per cui il corpo della “vittima” si incendia dall’ interno, riducendo l’ organismo in un 






