S’incastra un dado nel pene

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Il titolo non è molto esplicativo. O meglio, la faccenda è molto più ridicola di quanto si possa spiegare in un solo rigo.

dado

Ebbene il soggetto in questione è un 20enne malesiano che, complessato a causa delle ridotte dimensioni del suo pene, ha ben pensato di applicare un dado intorno ad esso (un dado di quelli per stringere le viti, infilato nel modo in cui si metterebbe un anello al dito) al fine di aumentarne le dimensioni. Il concetto è come quello per cui le donne birmane tentano di allungarsi il collo infilandosi tanti anelli d’ottone. Purtroppo però il salamelecco non ha tenuto di conto che il collo delle donne birmane, a differenza del suo membro, non è soggetto ad erezione. Motivo per cui, quando questa si è verificata, ecco compiuto il dramma: dado incastrato intorno al pene con ostruzione del sangue.

Per dirlo in parole semplici, si è ritrovato con un pistolino pieno di sangue in continua erezione, poichè il dado impediva il deflusso del sangue stesso, gonfiandoglielo come un gavettone che si riempie d’acqua.
Portato d’urgenza all’ospedale di Johor (la sua città), è stato liberato grazie ad un ingente prelievo di sangue e all’asportazione di una parte di pelle che impediva lo scorrimento del dado.

ospedale

[via Yahoo News]

“De Bambolis Gonfiabilis” Vol.1

De Bambolis Gonfiabilis, Indecenze 12 Commenti »

Oggi mi va di condividere con voi tutta la mia erudizione in merito a bambole gonfiabili e affini. L’opera summa sui Sex Toys, quella che nessuno aveva mai osato scrivere prima, per gente di cultura che vuol farsene una cultura. Quindi, anche se so benissimo che non lo farai mai, se hai meno di 18 anni clicca qui. In caso contrario, buona lettura.

de bambolis gonfiabilis

Tanto per cominciare, chiariamo le cose.
Disclaimer: il Webmastro non fa uso di bambole gonfiabili, egli è soddisfatto dalla sua ragazza. Quanto ivi riportato, è frutto di pura ricerca scientifica, volta al bene dell’erudizione e del progresso collettivo.

Innanzitutto, è doveroso sapere che con il termine “bambola gonfiabile” non si intende solo e soltanto un manichino di gomma color pelle, con due occhi disegnati. Una bambola gonfiabile è oggigiorno l’incarnazione di un desiderio sessuale. Si, perchè sfido io a fare desideri su un fantoccio pelato rigido e freddo che ti ride ebete con due labbroni rossi, disegnati (male) con l’UniPosca.

bambola gonfiabile

Sappiamo tutti quanto il masculo eterosessuale medio moderno, scientificamente conosciuto e studiato come homo pornograficus (vedi foto sopra), si spinga sempre più lontano alla ricerca del suo (utopico) appagamento sessuale.
Tale appagamento altro non è che un concetto relativo, e quanto mi appresto a mostrarvi ne è inconfutabile prova: si pensi a quanti fattori influiscano sui gusti sessuali di un uomo: l’orientamento, la cultura, la perversione, l’esperienza passata eccetera (senza escludere la sempre più vasta corrente antropo-teologico-esistenziale del “basta che respiri”, la quale solo erroneamente potrebbe far pensare ad una avversione verso le sex dolls, che notoriamente non respirano).

Ebbene, riferiamoci come esempio al giapponese moderno medio. Nonostante costui sia intriso di asessualità per definizione (si legga nella sezione Giapponesate di questo blog per eventuali chiarimenti in merito), non può talvolta fare a meno di ricorrere all’uso di oggetti, nel disperato tentativo di colmare il proprio vuoto ormonale. E da cosa credete che sia attratto il giapponese? Ve lo dico io: da quella bambolotta ideata e costruita a puntino per il tipico nerd sfigatello nipponico di oggi, ovvero la Anime Love Doll, la bambola gonfiabile che pare uscita da un manga (o da un episodio di Sailor Moon, se preferite).

anime love doll

Dal completino a metà tra la casta studentessa e la vogliosa infermiera (fuse assieme nel personaggio di Cappuccetto Rosso) si intuisce come le più recondite perversioni vadano a materializzarsi in una figura pudica e innocente ma allo stesso tempo assai maliziosa.
Si deve però rendere noto che la frustrazione massacrante a cui è sottoposto il soggetto in questione, rischia talvolta (nei casi più estremi) di orientarlo verso la “mostruosità sessuale”, trasformandolo in un vero e proprio animale bavoso a caccia di sensazioni ai più sconosciute, un po’ per anti-conformismo, un po’ perchè si è stufato del solito sesso, ma soprattutto perchè costui è semplicemente un pervertito e represso della madonna. Ecco, l’oggetto del desiderio riservato a questo genere di ominidi è quello in foto sotto:

area 51 love doll

La Area 51 Love Doll, una bomba sexy trimammellare con, compreso nel prezzo, un flacone di “lubrificante alieno”.

Okay, quanto fin qui esposto era il Primo Volume, un assaggio del “De Bambolis Gonfiabilis”, l’Opera Summa de ILROCK. L’excursus nel variopinto universo dei gadget del sesso prosegue nel Secondo Volume, che mi appresterò a pubblicare a breve.
Come si dice in questi casi, stay tuned.

101 giorni di sesso

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doug e annie

E ci hanno pure scritto un libro…
Doug e Annie Brown sono marito e moglie del Colorado che, armati di iniziativa ma ancorpiù di tanta passione, hanno raggiunto il traguardo delle 101 giornate consecutive di sesso.
I due, sposati e con due figlie, erano soliti prima di allora fare sesso una volta a settimana (quasi sempre il sabato sera prima di addormentarsi), e quello delle 100 giornate poteva sembrare un traguardo lontano anni luce.

record sesso

Tutto nasceva per gioco: Doug raccontava alla moglie di un gruppo di persone che si vantavano di aver resistito ben 100 giorni senza fare sesso, quando Annie gli propose di fare l’esatto opposto. Così ne parlarono a lungo quella notte, e la mattina dopo decisero di passare ai fatti.

Gli strumenti: lingerie, sex toys e pillole del giorno dopo (lei), qualche pillola di Viagra (lui), ma anche un po’ di lubrificazione e tanti film porno insieme.

Le regole: il sesso orale è permesso, ma ai fini del conteggio da solo non può bastare. Per il resto sesso ogni giorno, nella salute e nella malattia (lui ha dovuto resistere a forti mal di testa e vertigini), nella buona e nella cattiva sorte (hanno litigato due volte durante il periodo della maratona).

Non solo: il tutto doveva svolgersi nell’assoluto rispetto per il sesso, ovvero nella maniera più naturale possibile, senza la forzatura di dover battere un record. Ed è così che, partiti il primo gennaio 2006 e giunti trionfanti al 100esimo giorno consecutivo, hanno pure deciso di concedersene un 101esimo. Il tutto nella camera da letto, ribattezzata per l’occasione la tana del sesso.

just do it“Il segreto del successo - racconta Doug - è stato nel farlo per noi, per la coppia. Non soltanto per sfida. E i benefici sono stati tantissimi, anche se il nostro matrimonio era sempre andato a gonfie vele prima di allora. E’ stato un po’ come ricominciare a frequentarsi”. Annie invece consiglia: “Fate del sesso una priorità, spegnete la televisione e smettetela di usare il computer portatile anche a letto. E se ce ne fosse il bisogno, ingaggiate una badante”.
Just Do It (foto) è il titolo del libro dove per filo e per segno raccontano (e soprattutto consigliano) la loro esperienza a tutte le coppie, che siano gay, etero, con o senza figli.

E il messaggio, insomma, è piuttosto elementare: TRO**ATE.

L’uomo che stupra le panchine

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panchina

La tragica foto che vedete sopra riportata immortala di spalle un uomo che entra di diritto tra i più imbecilli della storia moderna. Costui si chiama Xing, ha 41 anni, ed è rimasto incastrato col pene nel buco di una panchina pubblica di Hong Kong, nel tentativo di avere un rapporto sessuale con essa.
Alla vista dei numerosi piccoli buchi della panca, pare abbia pensato bene di stuprarla finchè, nella foga, si è reso conto di essere rimasto incastrato (e, ahimè, ovviemante col pene) in uno dei buchi.

Col cellulare a portata di mano, è riuscito a chiamare la polizia e con essa sono arrivati i dottori. Ma la faccenda era più complicata del previsto e, non essendo servito a nulla un prelievo di sangue dal pene, l’unico rimedio plausibile è parso sradicare la panchina e portarla all’ospedale con direttamente lo stoccafisso voglioso sopra.

panchina

Fortunatamente, dopo un intervento di 4 ore Xing è stato liberato. I dottori hanno parlato di “fortuna”: un’altra sola ora in quello stato e la stirpe del babbeo non avrebbe più avuto un futuro.

C’è pure un video-documentario dell’arrivo dei soccorsi, qui.

Che schifo

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luella mcadooQuest’ articolo si intitola “che schifo” perchè, dinanzi ad un simile fatto di cronaca, non mi sono sovvenute espressioni più politically correct.

La donna in foto si chiama Luella McAdoo, è di Tampa (Florida) ed ha 68 anni. E’ stata arrestata per aver costretto un uomo di 34 anni, disabile sia fisicamente (in carrozzina) che mentalmente (non in grado di intendere ne’ di volere), a praticare sesso orale su di lei.

Ripeto: la donna in foto, non una aitante ventenne.
Luella è da tanti anni amica di famiglia della madre dell’uomo diversamente abile, la quale il 5 aprile ha affidato alla pervertita suo figlio durante un pomeriggio di lavoro. Di ritorno, ha sorpreso i due durante il sesso orale. Il disabile, di cui non è stato rivelato il nome, non possiede la benchè minima facoltà mentale per prendere decisioni in ambito sessuale, se si considera che non è neppure in grado di parlare. E’ stato pertanto dichiarato non in grado di concepire l’idea di sesso orale.
Luella McAdoo è stata condannata pochi giorni fa per molestie sessuali con aggravante di vittima seriamente disabile.

[via Tbo]