Le pietre che crescono da sole

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trovante

La Romania è una terra spesso associata al sovrannaturale, da Dracula ed i vampiri succhiasangue alle presenze aliene ricorrenti nella letteratura e nel cinema. Ma in Romania, talvolta, è la natura stessa a presentarsi ai nostri occhi in modo del tutto sovrannaturale.

trovanti

E’ questo il caso dei “trovanti”, delle pietre del tutto particolari sia per la loro forma sia soprattutto per il fatto che esse, alla maniera di un essere biologicamente vivo, crescono.
Come una qualsiasi pietra i trovanti se ne stanno immobili al lato della strada, come delle piccole forme aliene assopite, fino a quando non piove. Ed è allora che, nello stupore generale di chi mai prima ha assistito ad un tale fenomeno, i trovanti prendono vita. Lentamente comincia la loro metamorfosi, o per meglio dire la loro moltiplicazione: Nella parte superiore di essi, quella bagnata maggiormente dalla pioggia, iniziano a crescere piccole forme sferiche o ovali, un po’ come nel caso di una cellula del nostro corpo che si riproduce.

trovante

I locali le chiamano le pietre che crescono.
I trovanti sono pietre formatesi mediante concrezione, cioè con l’ aggregazione di materie terrose. Gli studiosi spiegano il fenomeno della metamorfosi con una irregolare secrezione di cemento.

Il museo del pene

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museo fallologico del pene

Sigurdur HjartarsonA chiunque fosse interessato ad una vacanza alternativa, propongo oggi la seconda tappa del tour del pene. Dopo una buona ristorazione al Ristorante Guolizhuang di Pechino, la guida ilrock-Michelin vi consiglia di prendere l’ aereo e dirigervi in Islanda, e precisamente ad Húsavík, dove risiede il Museo Fallologico Islandese (Icelandic Phallological Museum). Aperto dal 1997, è gestito da Sigurdur Hjartarson (nella foto col pene di elefante, lui è quello a destra), che racconta di aver scoperto questa passione quando, 24 anni fa, gli fu regalato l’ organo riproduttivo di un toro.

Ad oggi il museo include 261 peni di ben 90 specie animali, da quello di 1 metro e 70 di un capodoglio a quello di 2 millimetri (e che per vedere viene fornita una lente) di un criceto. L’ ultima estate, da maggio a settembre, è stato visitato da ben 6000 persone (di cui il 60% donne).

museo fallologico del pene

Ad ogni modo però, quello che manca è un esemplare di uomo, e più precisamente di homo sapiens. A tale proposito, però, sono state avanzate ben quattro proposte di donazione: un tedesco, un inglese, un americano e un islandese hanno fatto testamento di donare il loro attributo al museo dopo la morte.

Il cellulare ci cuoce il cervello!

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Il Komsomolskaya Pravda, giornale perdiodico di Mosca, pubblica un esperimento che farà molto parlare di se’. Da anni si dice che le onde del telefono cellulare siano dannose (un giorno si sente parlare di pericoli per il cervello, un altro di pericolo sterilità eccetera), ma fino ad oggi non si è mai avuto un’ idea precisa di quanto veramente questo apparecchio influisca sulla nostra salute.

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Vladimir Lagovski e Andrei Moiseynko hanno studiato a fondo le onde radio che il cellulare emana, e per rendere un’ idea degli effetti, hanno montato l’ apparecchiatura che vedete in figura sotto:

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Hanno posto due telefonini l’ uno davanti all’ altro, interponendo tra di loro un uovo di gallina. Hanno chiamato uno dei due con l’ altro e li hanno tenuti in collegamento per un po’ di tempo. Poichè i telefonini dopo un certo periodo di silenzio sono programmati per chiudere la comunicazione, hanno tenuto acceso uno stereo (dietro) per mantenere il collegamento tra i due.

  • Dopo 15 minuti, l’ uovo è divenuto tiepido.
  • Dopo 25 minuti, l’ uovo era già caldo.
  • Dopo 40 minuti l’ uovo è divenuto incandescente.
  • Dopo 65 minuti, l’ uovo era cotto.

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Conclusione 1: Con due telefonini si può cuocere un uovo, sebbene la cosa sia piuttosto costosa (in termini di ricarica telefonica).

Conclusione 2: Non è consigliato tenere il cellulare nei pantaloni troppo a lungo .

Conclusione 3: il cervello non è un uovo e ci mette di più, ma come un uovo prima o poi si cuoce.

Il Mostro Spaghetti Volante e il culto del Pastafarianesimo

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Qualcuno di voi ne avrà già sentito parlare. Ad ogni modo, oggi lezione di religione.

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Nell’ anno 2005 Bobby Henderson, fisico americano sostenitore della teoria della selezione naturale e dell’ evoluzionismo (dell’ uomo dalla scimmia eccetera), protestava contro l’ imposizione, da parte del consiglio di istruzione del Kansas, di insegnare nei corsi di scienze la teoria del creazionismo (la teoria religiosa che comincia con la creazione di Adamo). Ma siccome la creazione dell’ uomo la si intendeva in un modo che conciliasse tutte le religioni (e non solo il Dio cattolico), si volle parlare di un’ intelligenza superiore e sovrannaturale alla base della creazione di tutte le cose viventi e non.

Bobby Henderson non è mai stato un credente e preferì divulgare (come protesta) la teoria che l’ intelligenza superiore e sovrannaturale a cui si faceva riferimento fosse non Dio, bensì il Mostro Spaghetti Volante (Flying Spaghetti Monster). Ed iniziò ad insegnare nelle classi la teoria del Pastafarianesimo. Aveva bevuto? Era impazzito? Forse, fattostà che la cosa riscosse un successo enorme ed inaspettato, il suo sito internet fu inondato di visite e l’ argomento venne riportato nei principali quotidiani americani.

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La religione del Pastafarianesimo prevede i seguenti dogmi:

  • L’Universo è stato creato da un invisibile e non rilevabile Mostro di Spaghetti Volante. Tutte le prove che sostengono l’evoluzione sono state intenzionalmente impiantate da questo essere.
  • Il riscaldamento globale, i terremoti e gli uragani e gli altri disastri naturali sono conseguenza diretta della diminuzione del numero dei pirati fin dal XIX secolo. È stato fornito un grafico che prova la proporzionalità inversa tra il numero dei pirati e la temperatura globale, i cui dati sono stati probabilmente inventati di sana pianta (indica solo 17 pirati nel mondo moderno, una stima bassissima), e che non è nemmeno tracciato correttamente (i numeri sull’asse orizzontale prima salgono e poi scendono).

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  • Bobby Henderson è il “profeta” di questa religione.

Inoltre le preghiere terminano con la parola “Ramen” invece che “Amen” (Ramen significa “spaghetti” in giapponese) e i seguaci sono tenuti ad indossare un vestito da pirata.

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(il logo del Fying Spaghetti Monster)

[via Wikipedia]

Trapianto di rene - crede di assumere la personalità del donatore

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Cheryl Johnson
, 37, fino a qualche tempo era una vera divoratrice di soap opere e telenovelas. Poi l’ anno scorso si è sottoposta ad un trapianto di rene, in quanto le era stata diagnosticata la sindrome nefrotica (una malattia che causa la perdita di proteina nelle urine). Così, oggi è un’ altra persona, ma non nel senso del benessere fisico ritrovato: Cheryl è convinta che si stia lentamente trasformando nella personalità del suo donatore, un 59enne morto per emorragia cerebrale.

Dal giorno dopo l’ operazione (raccontano lei ed il figlio di 16 anni) ha iniziato ad interessarsi di Egittologia, e passa la maggior parte del tempo a leggere Jane Austen e Fyodor Dostoevsky: “Non so come o perchè e me ne meraviglio io stessa, ma da allora sento il bisogno di leggere questi libri”.
Ma anche il carattere è oggi quello di un’ altra persona: dell’ allegra casalinga pantofolaia non rimane più niente, ed al suo posto c’è un’ introversa donna intellettuale.

Esiste a tale proposito la teoria della memoria cellulare, seconda la quale la nostra personalità ed i nostri gusti non rispondono unicamente al nostro cervello, ma sono propri delle cellule del nostro corpo (praticamente impressi come codice genetico). Sebbene la maggior parte degli studiosi e ricercatori definiscono questa teoria “senza senso”, non sono pochi i suoi sostenitori, tra i quali, peraltro, molte persone reduci da trapianti.
Inoltre, sono pochi ma ben documentati (e qualcuno anche riconosciuto scientificamente) i precedenti in cui si è riscontrata un’ eredità post-trapianto. Tra queste si annoverano l’ esperienza di una donna statunitense che soffriva di vertigini, e che dopo l’ operazione si diede al free-climbing (l’ organo ricevuto proveniva da uno scalatore) o addirittura quella di una 15enne australiana, il cui gruppo sanguigno mutò, dopo il trapianto, in quello del suo donatore.

[via ThisIsLondon]